ventinovesettembre:

Siamo pieni di una rabbia sorda che scaturisce dalla costante frustrazione per non essere compresi e per la difficoltà di esprimerci. Ma la rabbia è soprattutto rivolta nei nostri confronti, per essere diversi, per non essere come gli altri, per non essere quello che i nostri genitori desideravano, per essere troppo o troppo poco, per essere sempre considerati un problema, per la fatica che facciamo a sopravvivere con questa testa iperattiva che ci porta più guai che altro, per quello che non è stato, per l'infanzia che non abbiamo avuto e la leggerezza che non avremo mai, per le occasioni mancate. Questa rabbia però è lecita.

Perché se da sempre sei trattato da diverso, è chiaro che la normalità è qualcosa che non ti appartiene e la tua bussola di riferimento diventano gli altri e quello che ti dicono di fare e soprattutto di non fare. Quindi reprimi, soffochi, rimugini, piangi e poi sotterri tutto sotto strati di dolore. E così, arrabbiato e confuso, rimani immobile, perché sai che una tua reazione rischia di provocare ciò che temi di più: rifiuto, abbandono, esclusione e vergogna. Quindi, per evitare anche anche quel poco di normalità che ti è concessa, sei disposto a calpestare i tuoi sentimenti più profondi e scusarti. Scusati per come sei, per quello che hai detto, per aver esagerato, per aver frainteso…

La nostra è una vita permeata da sempre da questi tre sentimenti: rabbia per non essere ascoltati e capiti, paura dell'abbandono e dell'esclusione, e senso di colpa per come siamo e per come ci comportiamo.

restlessdaisy:

Passerà. Te lo prometto. Spesso dimentichi che la vita non ci pone mai davanti a prove che non siamo in grado di affrontare. La stessa vita che ci ha fatto conoscere chi ci ha ferito. Passerà anche tutto questo silenzio e sarai felice per tutte le volte in cui hai avuto bisogno d'amore e hai preferito tacere decidendo di non esistere, a denti stretti, con la testa fra le mani. Sarai più forte. Ma fidati delle tue sensazioni. Chi è andato via, non merita il tuo dolore. Lei non merita altro dolore tuo. Non merita che tu perda te stesso. Tu meriti il meglio. Ci sarà chi lo apprezzerà. Ma devi rimettere te al centro della tua vita. Riuscirai a venir fuori da quest'apnea colma di rassegnazione. Imparerai a raccogliere i cocci e a rimetterli insieme. Con un po’ di tempo e di “Non fa niente”. Tu non sei forte, tu cadi a pezzi ogni momento, è solo che sai ricominciare.

- Antonio Dikele Distefano, Bozze

itsmyecho:
“Certe volte siamo speciali proprio perché siamo noi, con tutte quelle imperfezioni che ci rendono unici a modo nostro. Basta cambiare prospettiva a volte.
@itsmyecho
”

itsmyecho:

Certe volte siamo speciali proprio perché siamo noi, con tutte quelle imperfezioni che ci rendono unici a modo nostro. Basta cambiare prospettiva a volte.

@itsmyecho

pioggia-di-parole:

“Pensaci tu a rialzarti ancora quando cadi. Io mi sono arreso, nemmeno ci provo più. Perché se voli qua ti tagliano le ali, sai, dicono si stia piú comodi sdraiati sui divani, senza sogni tra le mani, ma con la Tv. No? Credete in voi stessi, non nelle religioni che quà ci fanno fessi, ignoranti ed idioti. Credete a cantanti e canzoni, non a Sorrisi&Cazzoni che lanciano merda sugli altri per alleviarti le tensioni. Credete a chi vi sta affianco, ad amici e genitori, non hai bisogno della chiesa e delle sue benedizioni. Credete a chi vi ama senza dare spiegazioni, a chi sta nell'ombra appena dietro i riflettori, agli scrittori, ai sognatori, ai viaggiatori, a chi ci crede ancora nelle virtù e nelle emozioni. Non credete a chi ha valore ma valori, a chi chiama la musica rumori, a chi sotto ai fiori c'ha messo il veleno per i topi e adesso crescono fori nei polmoni e tum(u)ori. Non credete a chi non sa piú riconoscere i sapori, gli odori, a chi non sa distinguere canzoni dai cori, a chi ci cataloga tra santi e peccatori, agli attori, doppie facce traditori. Non credete ai professori, alla moda e ai senatori, che qua é tutto uno schema per limitarci le immaginazioni. Non credete ai social, ai mi piace, alle visualizzazioni, ci danno il mondo in mano mascherando manipolazioni. Si fingono prede, ma sono cacciatori, qua fanno tutti i tori, ma questa é una corrida, il politico é il torero e l'operaio si suicida. Ma voi ve ne fregate, vi basta un pacchetto di Winston Blue, l'alcohol e i tattoo, vi basta che bevete e che fumate e poi un pacco di cazzate, gentilmente offerto dallo Stato, distribuito nelle case. Che su quelle che ti fumi ci scrivono che t'uccide però se paghi e muori il Parlamento sorride. Che col finto buonismo della Barbara D'Urso, si vendono notizie per i soldi assieme al rispetto per i morti. Poi l'ultimo uscito dal branco dei coglioni dice che per andare a comandare qua ci servono i trattori, e allora tutti contadini però senza i forconi. Cent'anni fa i vostri nonni facevan le rivoluzioni. Serve cambiare lo Stato, non vedete come va? Ah dimenticavo, già lo cambiate su Whatsapp. Ormai qui é palese, il Bel Paese ci ha abbandonato, e a dir la verità non so nemmeno se c'é stato. La gioventú é bruciata perché ci gettate addosso fiumi di liquori, e voi cosa scegliereste tra essere cenere o tizzoni? Aprite gli occhi, non chiudeteli, qui chi é senza onore li chiamano onorevoli. E si, saremo consapevoli di non uscirne vincitori ma non facciamoci spacciare anche le stelle per lampioni.”

cit. pioggia-di-parole ☂Michele Giorgi

(via 9pdp9-deactivated20201114)


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